Addio al fumo nei cartoon, quale sarà la prossima censura?

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Già da un po’ di tempo la Disney ha fatto sapere che nelle sue produzioni, sia film che cartoni animati, non ci saranno più personaggi fumatori perché potrebbero dare un esempio negativo ai piccoli telespettatori.

A quanto pare lo stop al fumo di Disney sarà applicato ai film Marvel e anche ai remake dei grandi classici nei quali, anche se probabilmente molti di noi non ci hanno fatto caso, ci sono molti tabagisti incalliti. Tra i più noti personaggi con il vizio del fumo ci sono il Brucaliffo di Alice nel paese delle Meraviglie, Crudelia Demon de La carica dei 101 e Baby Herman di Chi ha incastrato Roger Rabbit, che probabilmente senza la sigaretta in mano non avrebbero avuto lo stesso successo che si portano dietro da tempo.

Nonostante queste scelte siano state molto contestate, soprattutto per quanto riguarda i grandi classici, la Disney ha già deciso di eliminare dalle scene ogni dettaglio a riguardo anche se a dire la verità nei cartoon sigari e sigarette non sono gli unici a rischiare la censura. Nel mirino ci sono anche pistole, sesso e gioco d’azzardo. I cartoni animati, infatti, non sono immuni dalla violenza e gran parte degli adolescenti e dei bambini di oggi hanno assistito ad un numero elevatissimo di omicidi ed atti violenti provenienti da programmi creati appositamente per loro. A questo proposito vengono in mente le innocue sfide all’ultimo sangue fra Tom e Jerry o fra Willy il Coyote e Beep Beep oppure il cartoon Grattachecca e Fichetto, uno dei programmi preferiti di Bart e Lisa Simpson che estremizza ed enfatizza la tendenza alla violenza.

Addio al fumo nei cartoon, quale sarà la prossima censura?

Tutto ciò s’innesta in un contesto sociale caratterizzato dall’ampia diffusione delle armi, soprattutto in una nazione come l’ America che inoltre è anche la maggiore produttrice di questa tipologia di pellicole. Pistole, fucili ed armi in generale, infatti, sono ampiamente diffuse in cartoni come, Bugs Bunny, Willy il coyote ma anche Pippo e Paperino riescono a procurarsele con estrema facilità allo scopo di sbarazzarsi del nemico di turno. Stessa considerazione va fatta anche per gli episodi di violenza fisica come inseguimenti e botte o in casi estremi utilizzo di seghe, asce e di altri oggetti pericolosi come gli esplosivi. Willy il coyote ad esempio utilizza quest’ultimi senza problemi per cercare di catturare e far fuori Beep Beep, ovviamente senza mai riuscirci. Anche la tendenza maniacale del coyote nei confronti del suo nemico struzzo desta qualche preoccupazione perché potrebbe influenzare negativamente i bambini.

Tra gli altri elementi considerati negativi nei cartoni animati ci sono anche il gioco d’azzardo e le scene di sesso che se paragonati alla violenza potrebbero sembrare meno significativi ma certamente vanno monitorati. Il gioco d’azzardo tuttavia non è ampiamente diffuso, tra i cartoni animati più noti che lo hanno utilizzato ci sono ancora una volta l’intramontabile Bugs Bunny, che si e’ rivelato un abile e astuto giocatore e i Simpson nella puntata in cui Lisa diventa una giocatrice di Poker e dopo aver vinto un bel gruzzoletto per finanziare i suoi studi perde tutto in una mano sfortunata. I Simpson sono spesso anche accusati di utilizzare un linguaggio poco adatto ad un pubblico minorenne. Tuttavia, anche se in realtà il cartone animato è rivolto ad un pubblico più maturo, i produttori cercano spesso di prestare attenzione a questo aspetto ma senza le loro simpatiche imprecazioni Bart e Homer non sarebbero sicuramente gli stessi.

Per quanto riguarda il sesso invece già molti cartoni animati giapponesi, i cosiddetti anime, degli anni 80 e 90 sono stati censurati in Italia ed in altri paesi. Sono state eliminate molte scene in Georgie, Lady Oscar e persino inMila e Shiro che era basato interamente sullo sport. Molti ‘’Ti amo’’ sono diventati dei ‘’Ti voglio bene’’ e sono state eliminate anche le inquadrature di biancheria intima che alludevano a scene di sesso. Ma probabilmente in futuro sarà fatto di più soprattutto se si pensa che il genere dei cartoni animati odierni è decisamente cambiato rispetto a quelli degli anni ‘90. Non più cartoni animati con una trama (spesso tragica) che si sviluppava di episodio in episodio ma puntate fine a se stesse e sempre basate sull’azione, inseguimenti e mostri da eliminare.

Censura o no bisogna pero’ ricordare che si tratta di finzione, i cartoni animati sono e resteranno sempre tali e questo i bambini lo sanno benissimo. Adesso che anche il fumo è stato bandito resta solo da chiedersi quale tra questi appena elencati sarà il prossimo elemento considerato negativo al quale dovremmo dire addio.

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