Le ultime 4 donne esistenti in Cina con i piedi di loto

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La storia cinese è scritta anche con i piedi. Quelli delle donne, negli ultimi cent’ anni, hanno segnato il passaggio dall’ impero alla repubblica, fino alla vittoria della rivoluzione comunista di Mao. Come sempre, nella grande Cina, è una storia drammatica: ricca di crudeltà, priva di senso per le sue vittime, ma densa di lezioni per i loro discendenti. A poter raccontare coni piedi il secolo che ha cambiato la nazione, sono rimaste in quattro: le ultime donne con i “piedi di loto”, o “gigli d’ oro”. Hanno più di novant’ anni e vivono nei villaggi di Tuanshan e Liuyi, tra le contee dello Yunnan e dello Shanxi. La mania orientale per i piedi, feticcio erotico ma pure simbolo di sottomissione, strumento di riscatto sociale e pretesto per la propaganda ideologica, ha rovinato la loro vita. Al punto che solo oggi, mentre nelle aste dei collezionisti occidentali vanno a ruba le loro scarpette ricamate, hanno il coraggio di spiegare la sofferenza che le ha private della giovinezza e condannate alla vergogna nella vecchiaia. Sono testimoni d’ eccezione perché incarnano un passaggio epocale della cultura e della politica dell’ Oriente. I loro piedi, da bambine, sono stati compressi in fasce di seta. Dopo cinque anni le dita, piegate sotto la pianta, toccavano il tallone. Le ossa erano frantumate, la carne marcita dalla cancrena, gli arti mutilati,o deformati per sempre.

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