Questo qui ci ha preso tutti per i fondelli

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La morte del cane parlante Brian, uno dei personaggi più divertenti de I Griffin, aveva spiazzato un po’ tutti, addolorato gli aficionados del cartoon e soprattutto – del resto questo era l’intento principale – prodotto un sacco di pubblicità gratuita sui media di tutto il mondo (compreso il nostro blog), invogliati a occuparsi di una serie certo di grande successo e ormai in qualche modo storica, ma con poco di nuovo da dire e un’audience calante.

Detto questo i fan non l’hanno presa benissimo, ed è addirittura nata una petizione on line (a volte la gente non ha davvero niente da fare) per chiedere a furor di popolo la resurrezione del sofisticato animale domestico, intellettuale, progressista e amante dei cocktail. Ma a quanto pare la battaglia è stata vinta prima ancora di essere cominciata, nel senso che il furbissimo Seth MacFarlane – ideatore e deus ex machina del cartoon – aveva deciso dall’inizio di non fare sul serio. Per farla breve: Brian muore sì, ma poi torna, come sembrano indicare innumerevoli indizi.

Come avverrà la resurrezione del cane della famiglia più sgangherata d’America, se attraverso una prodigiosa invenzione dell’inquietante Stewe, il piccolo di casa con manie di dominio del mondo, o un qualche miracolo più tradizionale stile “Lazzaro, alzati e cammina” (non sarebbe la prima volta che I Griffin scherzano con la religione), non è dato sapere. Quello che è chiaro è che la finta dipartita di Brian è stata un’abilissima mossa pubblicitaria, anche se l’impressione è quella di un colpo di teatro da soap opera, in cui i personaggi che muoiono e tornano in scena per catturare l’attenzione del pubblico sono all’ordine del giorno. Pardon, della puntata.