Stop alle multe per i grattini del parcheggio scaduti: arriva la sentenza della cassazione

2018

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Niente multa, anche se il grattino del parcheggio è scaduto. A stabilirlo sono stati i giudici di pace di tutta Italia che, in numerose sentenze, hanno dato ragione agli automobilisti ritardatari.
La notizia è riportata dal Corriere di Salerno e ha fatto la gioia di molti automobilisti. Il comma 6 dell’articolo 157 del Codice della strada, tuttavia, stabilisce: “Nei luoghi ove la sosta è permessa per un tempo limitato è fatto obbligo ai conducenti di segnalare, in modo chiaramente visibile, l’orario in cui la sosta ha avuto inizio.

Ove esiste il dispositivo di controllo della durata della sosta è fatto obbligo di porlo in funzione”. Non si parla, però, di eventuali ritardi. Finora l’ipotetico illecito amministrativo veniva sanzionato con una multa di 25 euro, una cifra inferiore rispetto a quella necessaria a impugnare il provvedimento. Per questo gli automobilisti preferivano non fare ricorso, sebbene il Codice della Strada non contempli ritardi.

Stando alla nota del 22 Marzo 2010, protocollo 25783 dei Ministero dei Trasporti, la multa è legittima se il ticket per il parcheggio a pagamento non è stato acquistato o esposto.

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In pratica:

Il conducente ritardatario che abbia acquistato ed esposto un ticket parcheggio poi è scaduto, in poche parole, non è inadempiente, egli sarebbe semplicemente tenuto a pagare la somma in danaro corrispondente alla differenza tra la sosta dichiarata e attestata dal grattino e quella consumata dopo l’avvenuta scadenza del grattino stesso. In più potrebbe essere assoggettato a maggiorazioni stabilite come penale dai regolamenti comunali. Mai dovrebbe incorrere in una multa per omessa esposizione del grattino, semplicemente perché il coupon esiste, è solo scaduto (a volte addirittura è scaduto da pochi minuti).