Milano, bottiglie piene di urina contro i clienti di un locale gay

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Un episodio di omofobia, proprio in una delle zone gay friendly della città. Un’auto in corsa dalla quale volano insulti e poi bottiglie piene di urina, destinate ai frequentatori di un noto locale di Porta Venezia, una ventina di persone in tutto. Il gestore del bar Mono, Davide Rossi, parla di «atti a cui siamo nostro malgrado abituati, abbiamo le spalle grosse».

Da parte dell’Arcigay, che ha subito sporto denuncia, non si fa allarmismo. Ma un collegamento di ordine politico sì: «Mentre in città le sentinelle in piedi, i cattolici integralisti, psichiatre affascinate dai confessionali e fascisti di ieri e di oggi rialzano la testa proclamando il loro odio per gli omosessuali travestendolo in teorie e forme di libertà di opinione — dice il presidente Marco Mori — improvvisamente in pieno centro riappaiono forme di violenza premeditate che non si vedevano da anni, nemmeno nel peggior scenario periferico che Albertini, Moratti e De Corato hanno creato e lasciato in eredità alla città. Non sono coincidenze. I mandanti culturali e ideali di queste aggressioni sono chiari e noti».

L’episodio è avvenuto nella notte di domenica 27 ottobre, verso le due di notte, proprio dopo la chiusura del Mono. A distanza di qualche giorno si è mosso anche il locale circolo del Pd, lo 02, che infatti ha invitato i cittadini della zona 3 alla riunione del Consiglio locale che si terrà domani alle 18,30 in via Sansovino, «dove chiederemo — spiega il segretario Cesare Castelli — di approvare una mozione urgente per una ferma condanna di questo gesto violento. Milano non può restare indifferente».