Fare pipì in strada non è reato se urgente: lo dice la Cassazione

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Se dettato da motivi urgenti, fare pipì per strada non è reato. La decisione arriva direttamente dalla Suprema Corte e si riferisce al caso di un 55 enne multato di 200 euro per atti contrari alla pubblica decenza. A.T., dipendente pubblico di Lamon (Belluno), era stato sorpreso dai carabinieri mentre, nella notte tra il 1° e il 2 gennaio, urinava in una stradina vicina a un ristorante nella piazza cittadina. La notizia è riportata dal Gazzettino.

“Sono dispiaciuto – cercò di spiegare il 55enne – ma sono stato costretto a usare questa stradina buia come toilette. I tentativi di utilizzare i servizi del ristorante sono falliti”. Per questo motivo la Cassazione ha accolto il ricorso del suo avvocato. Insomma, fare pipì in un luogo pubblico, se urgente, non è reato. “La condanna, seppure insignificante, aveva inoltre causato una serie di problemi al 55enne che, quale dipendente pubblico, si era visto precludere la partecipazione ad alcuni concorsi, non essendo più incensurato” spiega il legale del 55 enne.