Lampedusa, la pagina della vergogna. Dopo l’inganno, Facebook la rimuove

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FACEBOOK, DOPO LE DOVUTE verifiche interne e le segnalazioni degli utenti, ha provveduto alla rimozione della pagina a causa dei suoi contenuti razzisti che incitano all’odio”. Con questa nota, il social network ha accompagnato la dissoluzione di “Lampedusa terra di mezzo espropriamola ai lampedusani”, pagina i cui contenuti avevano immediatamente generato la sollevazione indignata di moltissimi utenti. A cui Facebook aveva inizialmente risposto in puro tecnocratese: “Non viola i nostri standard e non ci sono contenuti che incitano all’odio”. 

Invece, l’incitazione all’odio c’era eccome, celata dietro un titolo dall’interpretazione “palindroma”, nel senso che poteva essere letta a favore dell’immigrazione, se si legge la descrizione della pagina: “Lampedusa dovrebbe essere espropriata ai lampedusani e diventare un posto d’accoglienza per i poveri profughi”. Obiettivo, sensibilizzare all’accoglienza. E invece no.