José Mujica, il presidente più povero del mondo: “Voglio vivere come il mio popolo”

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URUGUAY-MUJICA

Il capo di stato dell’Uruguay risponde alle domande di Al Jazeera sorseggiando mate nella sua casa di contadino pochi giorni dopo il via libera alla legalizzazione della produzione, vendita e consumo di marijuana. “Un presidente deve servire la sua gente. Per me i poveri sono coloro che hanno bisogno di troppo, perché vivono perennemente nell’insoddisfazione”.

Mujica risponde alle domande di una giornalista di Al Jazeera, rivendica la sua scelta di liberalizzare il consumo di marijuana e spiega che ogni altra soluzione proibizionista nel mondo si è rivelata fallimentare. Poi non perde l’occasione per denunciare la “leggerezza” dell’Onu, incapace di pacificare vaste aree del pianeta. “Il dio mercato organizza ormai le nostre economie, le scelte politiche, le nostre abitudini di vita e addirittura fissa tariffe anche per la felicità. Sembra che siamo nati esclusivamente per consumare: quando non possiamo più farlo il sentimento che proviamo è di frustrazione”. Per questo di fronte alle telecamere di Al Jazeera Pepe Mujica rivendica ancora la sua scelta di vivere in povertà e rinunciare alle abitazioni lussuose che spettano ai capi di stato uruguayani. “Chi critica la mia scelta è il vero povero. Per me i poveri sono coloro che hanno bisogno di troppo, perché vivono perennemente nell’insoddisfazione”. E infine aggiunge: “Per me un presidente è un uomo al servizio della repubblica. E’ un funzionario, non un re, né un Dio. Come tale deve essere sostituito al termine del suo lavoro. Io sono contrario alla ri-elezione. Non sopporterei di possedere terreni e altri beni di lusso. Credo che un presidente debba vivere come vive la maggioranza della popolazione, che deve servire e anche rappresentare”.

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