Francesco Nuti paralizzato: “chi si vergogna di me, si vergogna di sé”

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“Chi si vergogna di me si vergogna di sé”. A parlare, o meglio a scrivere, in una lunga intervista al Corriere Fiorentino è l’attore, regista, sceneggiatore e produttore toscano francesco Nuti. L’artista, che nel 2006 è rimasto vittima di un incidente domestico e dopo un periodo di coma non ha più riacquistato la capacità di parlare e camminare autonomamente, non è affatto sconfitto dalla malattia, e anzi si trova in un periodo particolarmente prolifico. Sono pronte due sceneggiature, come scrive dal suo pc per rispondere alle domande dell’intervista, e parlano entrambe d’amore: una per una donna, Olga, l’altra per un bambino.

Dalla ribalta dello spettacolo, protagonista di circa venti film e un David di Donatello e Nastro d’argento come miglior attore in “Io, Chiara e lo scuro”, Nuti manda un messaggio a tutti quei colleghi che dopo una iniziale catena di solidarietà lo hanno dimenticato: “Chi si vergogna di me si vergogna di sé”. Chi non lo ha dimenticato, invece, sono i suoi fan, che continua a ringraziare per l’affetto mai venuto a mancare.