Scandalo Facebook: foto di ragazza suicida nella pubblicità di un sito di incontri

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145852105-2a56584a-40d3-4431-b011-d18f102ff80bFacebook ha chiesto scusa per aver pubblicato – in una pubblicità di un sito per incontri – le foto di una ragazza canadese che si è tolta la vita mesi fa dopo essere stata stuprata e perseguitata dai suoi coetanei. Un ultimo, assurdo capitolo per una storia che ha già distrutto la sua famiglia e ha riempito le pagine dei giornali.

Rehtaeh Parsons è stata violentata da quattro coetanei quando aveva 15 anni, durante una festa. La ragazza ha dovuto sopportare anche l’umiliazione di vedere le foto di quei tragici momenti circolare su Facebook e nella scuola da lei frequentata. E, come non bastasse, i suoi compagni hanno iniziato a tormentarla con telefonate di insulti e di inviti sessuali.

Due anni dopo, due anni d’inferno dopo, Rehtaeh non ce l’ha fatta e, chiusa nella sua casa a Halifax, ha deciso di impiccarsi in bagno. A niente sono serviti i soccorsi: è morta in ospedale. Anche Anonymous, il collettivo di hacker, ha cercato di far chiarezza sulla vicenda. Di fronte agli scarsi risultati della polizia canadese, durante l’estate gli hacktivisti hanno annunciato di avere in “solo due ore” ottenuto i nomi dei quattro ragazzi colpevoli dello stupro. E le indagini, a quel punto riaperte, hanno portato la polizia all’arresto dei responsabili.