Mattia, il bimbo con la sindrome di Sandhoff che spera con le staminali: “sta meglio”

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Primi segnali di speranza per il piccolo Mattia F., che sta curando con la terapia di cellule staminali adulte la sindrome degenerativa del sistema nervoso centrale nota come «Sindrome di Sandhoff». Dopo la prima infusione di staminali, praticatagli il 14 agosto agli «Spedali Civili di Brescia», il bambino ha ripreso a tossire e, sollecitato dalle carezze della madre, accenna un sorriso.

«Per noi sono segnali importanti – dice la madre, Simona M. – erano due anni che tossiva artificialmente, grazie ad una macchina alla quale lo colleghiamo. Oggi il medico dell’ unità di assistenza domiciliare del “San Paolo”, che lo segue da due anni, lo ha visitato ed è rimasto impressionato dal fatto che riesce a tossire da solo».

«I primi segnali – aggiunge la madre di Mattia – li abbiamo registrati due giorni dopo l’ infusione di cellule staminali – adesso è più reattivo alla luce, alla musica, ai colpi di fischietto. Prima sembrava assente».

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Mattia F. dovrebbe essere sottoposto ad una seconda infusione di cellule staminali di un donatore ai primi di ottobre, circa 50 giorni dopo la prima, come previsto dai protocolli del «metodo stamina» del prof. Davide Vannoni.