Il treno è in ritardo? Devono rimborsarvi: “causa di forza maggiore non vale più”

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Il treno arriva in ritardo? La “causa di forza maggiore” non serve più come scusa. Il viaggiatore ha comunque, anche in questo caso, sempre diritto ad un rimborso parziale del costo del biglietto. Lo ha stabilito una sentenza della Corte di Giustizia dell’Ue di Lussemburgo che si è pronunciata su un contenzioso presentato dalla Corte amministrativa austriaca.

Secondo il regolamento sui diritti e gli obblighi dei passeggeri nel trasporto ferroviario, chiarisce la Corte, un passeggero che abbia subito un ritardo pari o superiore a un’ora può chiedere all’impresa ferroviaria il rimborso parziale del prezzo del biglietto. Tale indennizzo corrisponde, come minimo, al 25% del prezzo del biglietto nel caso di ritardo compreso tra 60 e 119 minuti, e al 50% di tale prezzo nel caso di ritardo di 120 minuti o superiore. Il regolamento, si spiega in una nota, “non prevede alcuna eccezione a tale diritto all’indennizzo qualora il ritardo sia dovuto a un caso di forza maggiore”.