Gioielliere rapinato, uccide malvivente: su Facebook lo sostengono in 300 mila

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367564_des-policiers-ferment-l-acces-d-une-bijouterie-ou-un-braqueur-a-ete-tue-par-le-proprietaire-le-18-juillet-2012-a-paris-300x225 Stephan Turk, 67 anni, fa il gioielliere a Nizza. Qualche giorno fa si è trovato coinvolto in una rapina. L’uomo è stato assalito da due banditi che l’hanno aggredito e costretto ad aprire la cassaforte; lui ha inseguito i due malviventi e ha sparato tre colpi, colpendone uno: un ragazzo di 18 anni che è morto. Turk ora è accusato di omicidio. Su Facebook, però, sono oltre 300mila ad essere solidali con il negoziante francese. Migliaia invocano la legittima difesa: “La difesa non riguarda solo la propria persona ma anche il lavoro che permette di far vivere la propria famiglia”, si legge sulla pagina di Facebook aperta in suo onore.

Tra i commenti c’è anche quello del fratello di un altro negoziante ammazzato da un rapinatore nel 2011. L’uomo sottolinea come “non passi un solo giorno senza che un gioielliere non venga rapinato in Francia”. C’è da dire che la gioielleria Turk era già stata saccheggiata nell’ottobre scorso. Poi, ieri, verso le 9 di mattina, l’uomo è stato aggredito da due uomini armati e con dei caschi in testa. L’epilogo è storia nota. Il rapinatore ucciso, conosciuto come Anthony, aveva già dei precedenti per furto. La sua famiglia ha puntato il dito contro il gioielliere: “Mio figlio ha fatto molte stupidaggini, ma non meritava di essere abbattuto come un piccione”, commenta il padre. Sulla pagina Facebook, però, i commenti a sostegno di Turk sono centinaia: “Non ci rallegriamo della morte del rapinatore, ma siamo contenti che qualcuno reagisca finalmente alla violenza”.